C’è un momento, in molte ricerche, in cui tutto sembra chiaro.
Il ruolo è definito, le competenze sono note, il mercato, più o meno, è stato osservato.
Poi arriva una frase: “Sì, però non possiamo spingerci oltre, altrimenti rompiamo gli equilibri interni.”
Ed è spesso lì che nasce Gino.
L’azienda cerca una persona molto competente. Una figura che porti valore, che abbia esperienza, che regga complessità.
Ma il budget è quello che è, non perché il ruolo non valga di più ma perché esiste una media salariale da preservare.
La RAL non è più legata al ruolo, è legata alla pace interna.
E allora succede una cosa curiosa: si continua a descrivere un profilo molto alto ma con un investimento che racconta un’altra storia.
Gino, in questa versione, è il professionista super skillato che accetta di essere pagato come se non lo fosse ancora del tutto.
Gino non esiste.
Qui entra in gioco un equivoco diffuso: l’idea che la media sia una garanzia di equilibrio.
Ma la media, spesso, non protegge dalla mediocrità, la cristallizza.
Se cerchi una persona che faccia la differenza con un budget che non può fare differenza, stai chiedendo al mercato un favore.
E il mercato, di solito, non li fa.
C’è poi l’altro lato della medaglia.
Se oggi hai in azienda persone molto forti pagate sotto il loro valore di mercato, non è detto che resteranno lì a lungo. Il mercato, prima o poi, bussa anche da quella porta.
In questi casi la ricerca si blocca in un punto preciso.
Non perché manchino i candidati, ma perché non c’è coerenza tra:
– ciò che si chiede alla figura
– e ciò che si è disposti a investire su di lei.
Le aziende che riescono davvero a chiudere queste ricerche fanno una scelta scomoda ma chiara: o il ruolo è strategico, e allora va sostenuto davvero, o non lo è, e allora va ridimensionato nei fatti.
Intanto Gino continua a galoppare sul suo arcobaleno, sa che molte aziende lo inseguono ma poche sono davvero pronte a pagare il prezzo — non solo economico — di ciò che dicono di volere.
E finché quell’equilibrio resta più importante del ruolo, Gino può permettersi di aspettare.